Ipertrofia prostatica benigna: sintomi, esami e terapie

Perché una prostata grande può essere silenziosa e una piccola far alzare quattro volte per notte.

La prostata cresce con gli anni. È un fatto fisiologico che riguarda la maggior parte degli uomini dopo i cinquanta, e diventa un problema soltanto quando la crescita ostacola il passaggio dell'urina o irrita la vescica. La parola «ipertrofia» spaventa più del necessario: indica un aumento di volume della ghiandola, non un tumore, e non predispone al tumore della prostata.

Il punto che conta nella pratica è un altro, e viene regolarmente frainteso: il volume della prostata e la gravità dei sintomi non vanno insieme. Ci sono ghiandole di 80 grammi quasi silenziose e prostate di 35 grammi che costringono ad alzarsi quattro volte per notte. Per questo la decisione terapeutica non si prende sul numero scritto nel referto ecografico, ma su quanto il disturbo pesa sulla giornata e su come si comporta lo svuotamento della vescica.

Come si manifesta

I sintomi si dividono in due gruppi, e la distinzione serve perché le terapie non sono le stesse.

Sintomi da ostruzione: getto debole, esitazione iniziale, getto intermittente, necessità di spingere, gocciolamento finale, sensazione di non aver svuotato del tutto.

Sintomi da irritazione della vescica: urinare spesso di giorno, urgenza improvvisa difficile da rimandare, bisogno di alzarsi una o più volte di notte. La nicturia è il sintomo che porta più uomini in ambulatorio, perché è quello che rovina il sonno.

Quando la vescica non riesce più a svuotarsi si accumula urina residua, e il residuo è il meccanismo che collega l'ipertrofia a due complicanze concrete: le infezioni ricorrenti e la formazione di calcoli in vescica. Nei casi trascurati a lungo l'ostruzione arriva a danneggiare la funzione dei reni.

Che cosa si fa in prima visita

Prima visita per sintomi urinari maschili
PassaggioA che cosa risponde
Storia clinica e punteggio dei sintomiQuanto pesa il disturbo e quale gruppo di sintomi prevale; farmaci in corso che peggiorano la minzione
Esplorazione rettaleVolume approssimativo, consistenza, superficie, dolorabilità della ghiandola. Nessun esame del sangue la sostituisce
Ecografia della vescica con residuo post-minzionaleSe la vescica si svuota; spessore della parete, presenza di calcoli endovescicali
Ecografia prostatica, anche transrettaleVolume misurato, struttura della ghiandola, lobo medio che sporge in vescica
UroflussometriaFlusso massimo e forma della curva: distingue un'ostruzione da una vescica che contrae male

Il PSA entra nel discorso, ma va letto con due avvertenze. La prima è che una prostata ingrossata produce più PSA: un valore mosso in un uomo con una ghiandola di 70 grammi non significa quello che significherebbe con una ghiandola di 30. La seconda riguarda chi assume finasteride o dutasteride: dopo sei o dodici mesi di terapia il PSA si dimezza, e per interpretarlo va raddoppiato. Chi ha un valore da capire trova in immagini e referti che cosa aggiunge l'ecografia transrettale, e in PSA alto tutto quello che può aver alzato il numero prima di pensare al peggio.

Tracciato di uroflussometria appiattito e intermittente con flusso massimo di 5 ml al secondo
Tracciato uroflussometrico con curva appiattita e flusso massimo ridotto, il quadro tipico di un'ostruzione da ipertrofia prostatica.

Le terapie, in ordine di impegno

Attesa vigilante. Con sintomi lievi e nessuna complicanza la scelta corretta può essere non prendere nulla e controllare nel tempo. Si lavora sulle abitudini: ridurre i liquidi nelle due o tre ore prima di coricarsi, limitare caffeina e alcol la sera, svuotare la vescica senza fretta, rivedere i farmaci che peggiorano la minzione, a partire da certi decongestionanti nasali e antistaminici.

Alfa-litici. Rilassano la muscolatura del collo vescicale e della prostata, agiscono entro pochi giorni e migliorano il flusso. Non riducono il volume della ghiandola. Gli effetti indesiderati tipici sono il calo pressorio in ortostatismo e, con alcune molecole, l'eiaculazione retrograda.

Inibitori della 5-alfa-reduttasi. Riducono il volume prostatico di circa un quarto, ma il risultato si vede dopo mesi, non dopo giorni: è una terapia per ghiandole grandi e per il lungo periodo. Tempi reali, correzione del PSA e profilo di effetti indesiderati della finasteride sono descritti nella sua scheda, dove il dosaggio da 5 mg è quello urologico.

Terapia combinata quando il volume è importante e i sintomi sono moderati o severi: l'associazione fa meglio dei singoli farmaci sul rischio di progressione.

Tadalafil a basso dosaggio. Quando ai sintomi urinari si associa una disfunzione erettile, una sola compressa giornaliera può agire su entrambi i fronti: il meccanismo e i limiti sono spiegati nella scheda del cialis generico a base di tadalafil.

Chirurgia. Diventa la strada quando la terapia non basta, quando compaiono ritenzione urinaria, calcoli vescicali, infezioni ripetute, sangue nelle urine di origine prostatica o sofferenza renale. L'intervento si esegue in ambiente ospedaliero; in ambulatorio si fa l'inquadramento che serve a decidere e il controllo successivo. Il confronto fra le tecniche — resezione transuretrale, enucleazione con il laser, procedure mini-invasive — e i criteri con cui si arriva a scegliere sono riassunti in questa panoramica sul trattamento dell'adenoma prostatico.

Le classi di farmaci per l'ipertrofia prostatica a confronto
ClasseChe cosa faQuando si vedeDa sapere
Alfa-liticiRilassano collo vescicale e prostata, migliorano il flussoGiorniNon riducono il volume; calo pressorio alzandosi, in alcuni casi eiaculazione retrograda
Inibitori della 5-alfa-reduttasiRiducono il volume della ghiandola di circa un quartoMesiDimezzano il PSA: per leggerlo va raddoppiato
Associazione delle due classiAgisce sui sintomi e riduce il rischio di progressioneGiorni sui sintomi, mesi sul volumeIndicata con ghiandole grandi e sintomi moderati o severi
Tadalafil a basso dosaggioMigliora i sintomi urinari e la funzione erettile insiemeDue a quattro settimaneIncompatibile con i nitrati; una compressa al giorno, non al bisogno

Quando non si rimanda

L'impossibilità completa di urinare, con vescica tesa e dolore, è una ritenzione acuta e richiede il pronto soccorso. Vanno valutati rapidamente anche il sangue nelle urine, la febbre alta con dolore lombare e il peggioramento improvviso in pochi giorni di una situazione stabile da anni.

Domande frequenti

L'ipertrofia prostatica può diventare un tumore?

No. Sono due processi distinti, che partono da zone diverse della ghiandola e possono coesistere nello stesso uomo senza che l'uno causi l'altro. Avere una prostata ingrossata non aumenta il rischio di tumore prostatico, e proprio perché possono coesistere i controlli servono comunque.

Se il volume è grande devo operarmi?

Non per il volume in sé. L'indicazione nasce dai sintomi e dalle complicanze: residuo importante, ritenzione, calcoli in vescica, infezioni ripetute, sofferenza renale. Una ghiandola grande e poco sintomatica si controlla, non si opera.

La terapia va presa per sempre?

Gli alfa-litici agiscono finché si assumono e il beneficio cessa con la sospensione; gli inibitori della 5-alfa-reduttasi hanno senso solo in un uso prolungato. In entrambi i casi la terapia si rivede nel tempo, insieme ai sintomi: non è una prescrizione da rinnovare per inerzia.

Devo bere meno?

No, va cambiata la distribuzione, non la quantità. Si continua a bere durante la giornata e si riducono i liquidi nelle due o tre ore prima di coricarsi: è la misura che incide più di tutte sulla nicturia.

Fonti

Revisione medica

Autore e revisore
dott. Gaetano Ressa, specialista in Urologia, ambulatorio di Via Cataldo Nitti 161 a Taranto
Ultima revisione

Le informazioni sull'ipertrofia prostatica benigna hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita, la diagnosi e la prescrizione del medico.