Uretrite e infezioni sessualmente trasmesse

Bruciore e secrezione dopo un rapporto non sono una cistite.

Bruciore a urinare, secrezione dal meato, prurito all'interno dell'uretra: nell'uomo questi tre sintomi, soprattutto se compaiono a distanza di giorni da un rapporto con un nuovo partner, non sono una cistite. Sono un'uretrite, cioè l'infiammazione del canale uretrale, e nella grande maggioranza dei casi dipendono da un germe a trasmissione sessuale.

La differenza non è accademica. Una cistite si tratta con un ciclo breve scelto sulle resistenze locali; un'uretrite si tratta con molecole diverse, per un tempo diverso, e soprattutto insieme al partner, altrimenti l'infezione rimbalza fra le due persone indefinitamente. Confondere le due cose è il motivo più frequente delle “uretriti che non guariscono”.

Gonococcica e non gonococcica

La prima distinzione si fa sull'aspetto clinico, anche se la conferma arriva dal laboratorio. L'uretrite gonococcica, da Neisseria gonorrhoeae, ha un'incubazione breve e una secrezione abbondante e francamente purulenta. L'uretrite non gonococcica, sostenuta soprattutto da Chlamydia trachomatis e da micoplasmi genitali, ha un'incubazione più lunga, una secrezione scarsa e chiara, a volte visibile solo al mattino, e un fastidio che la persona tende a sottovalutare.

I due quadri a confronto
ElementoUretrite gonococcicaUretrite non gonococcica
IncubazioneDue a sette giorniUna a tre settimane
SecrezioneAbbondante, purulentaScarsa, chiara o mucosa
BrucioreIntensoModesto, a volte solo prurito
Forme senza sintomiPossibiliFrequenti, soprattutto nella donna
TerapiaMirata sul gonococco, spesso in associazioneDoxiciclina o azitromicina

Il punto che rende queste infezioni un problema di salute pubblica è l'ultima riga della tabella: nella donna la clamidia decorre senza sintomi in una quota molto alta di casi, e quando si manifesta lo fa già come malattia infiammatoria pelvica, con un rischio concreto per la fertilità. L'uomo che viene trattato e non avvisa la partner risolve il proprio sintomo e lascia aperto il problema più serio.

Che cosa si fa in prima visita

  • Esame delle urine sul primo getto, non sul mitto intermedio: nell'uretrite il materiale significativo sta all'inizio della minzione. Il campione si raccoglie dopo almeno due ore dall'ultima urinata.
  • Ricerca dei patogeni a trasmissione sessuale con test di amplificazione degli acidi nucleici per clamidia, gonococco, micoplasmi e tricomonas, su primo getto urinario o su tampone uretrale.
  • Urinocoltura, che resta utile per escludere una componente batterica comune.
  • Esame obiettivo genitale, con valutazione di meato, scroto ed epididimo: un'uretrite trascurata risale e dà epididimite.
  • Proposta dei test sierologici per HIV, sifilide ed epatiti, perché le infezioni a trasmissione sessuale viaggiano insieme.

La visita specialistica urologica ed andrologica con ecografia si svolge in un'unica seduta, con il referto consegnato alla fine.

Le molecole che si usano

Doxiciclina
Tetraciclina di riferimento nelle uretriti non gonococciche e nelle infezioni da clamidia e micoplasmi, in genere per sette giorni. Va assunta in posizione eretta con abbondante acqua per evitare lesioni esofagee ed espone a fotosensibilizzazione: nei mesi estivi serve protezione solare.
Azitromicina
Macrolide a lunga emivita: la concentrazione tissutale resta efficace per giorni dopo l'ultima dose, il che permette cicli brevi e, in alcune indicazioni, la dose singola. È l'alternativa alla doxiciclina quando questa non è tollerata o l'aderenza è incerta.
Metronidazolo
Attivo su anaerobi e protozoi, è il farmaco della tricomoniasi e della vaginosi batterica. Nella coppia va trattato anche il partner, altrimenti la reinfezione è la regola, e durante la terapia l'alcol va sospeso.

Quando il quadro non è uretritico ma riguarda la vescica o la prostata le molecole cambiano: nelle infezioni urinarie si usano in genere il cotrimossazolo e l'amoxicillina con acido clavulanico, mentre nelle prostatiti batteriche serve una molecola che penetri nel tessuto ghiandolare, tipicamente la ciprofloxacina. Un antibiotico che funziona benissimo in una cistite può essere inutile in una prostatite, e viceversa.

Il partner non è un dettaglio della terapia

È la parte che decide l'esito. Tutti i partner degli ultimi due mesi vanno avvisati e valutati, anche se non hanno sintomi, e nella coppia stabile il trattamento si fa insieme. I rapporti si sospendono fino al termine della terapia di entrambi e alla scomparsa dei sintomi, non prima. Il preservativo riduce il rischio di trasmissione ma non lo annulla per i germi che interessano aree non coperte.

Il controllo dopo il trattamento non è automatico: si esegue quando i sintomi persistono, quando l'aderenza è stata incerta e nelle situazioni in cui la reinfezione è probabile. Un test ripetuto troppo presto può risultare ancora positivo per materiale genetico non vitale e generare terapie inutili.

Gli errori che creano resistenza

Interrompere il ciclo appena i sintomi scompaiono è l'errore più comune e il più dannoso. I batteri più sensibili muoiono per primi e il bruciore cala: quelli che restano sono i meno sensibili, e sono quelli che ripopolano il focolaio. Il secondo errore è recuperare la scatola avanzata da una terapia precedente, per un disturbo diverso e in dose incompleta. Il terzo è usare un antibiotico per un'infezione virale: su un virus non ha alcun effetto, in compenso seleziona resistenze nella flora intestinale e vaginale.

Il gonococco è l'esempio di che cosa significa perdere un antibiotico: le molecole efficaci si sono ridotte nel giro di pochi decenni e il monitoraggio delle resistenze è oggi parte della gestione clinica. Il consumo italiano di antibiotici resta fra i più alti d'Europa e il fenomeno è seguito anno per anno nel dossier dell'Istituto Superiore di Sanità sull'antibiotico-resistenza.

Interazioni da conoscere prima della prima dose

Il metronidazolo e l'alcol danno una reazione simile a quella del disulfiram, con vampate, nausea e tachicardia: l'astensione va mantenuta durante la terapia e per alcuni giorni dopo. Le tetracicline si legano a calcio, magnesio, ferro e zinco: latticini, integratori e antiacidi vanno distanziati di almeno due ore, altrimenti l'assorbimento crolla. I fluorochinoloni aumentano il rischio di rottura tendinea, soprattutto del tendine d'Achille, e il rischio sale negli over 60 e in chi assume cortisonici. Molti antibiotici, infine, riducono l'efficacia dei contraccettivi orali nei giorni di eventuale vomito o diarrea.

Le schede delle molecole

Per ciascuna molecola la scheda riporta dosaggi autorizzati in Italia, confezioni, prezzo di riferimento e regime di fornitura. Sono tutte soggette a prescrizione medica: che cosa controlla il farmacista è nella pagina sulla ricetta al banco della farmacia.

Domande frequenti

Ho avuto un rapporto a rischio: quando mi faccio i test?

Non il giorno dopo. Per clamidia e gonococco il test diventa affidabile dopo una-due settimane; per le sierologie di HIV e sifilide i tempi sono più lunghi e vanno concordati. Se compaiono secrezione o bruciore, invece, la valutazione è immediata e non si aspetta nulla.

Il bruciore è passato in due giorni, posso smettere?

No. Il sintomo scompare molto prima dell'eradicazione del germe, e un ciclo interrotto è il meccanismo con cui si selezionano i ceppi resistenti. La durata la decide l'indicazione, non la sensazione.

Perché devo trattare anche la partner se lei sta bene?

Perché nella donna clamidia e gonococco sono spesso silenti, e il danno che possono fare — malattia infiammatoria pelvica, ridotta fertilità — arriva senza preavviso. Trattare una sola persona della coppia garantisce la reinfezione e non protegge chi non ha sintomi.

Posso prendere l'antibiotico che mi era avanzato?

È la scorciatoia che crea più problemi: la dose è incompleta, la molecola può essere quella sbagliata per il germe in questione e, se il quadro non si risolve, i test eseguiti dopo l'inizio della terapia diventano inutilizzabili. La ricetta è inoltre nominativa e non si riusa quella di un'altra persona.

Fonti

Revisione medica

Autore e revisore
dott. Gaetano Ressa, specialista in Urologia, ambulatorio di Via Cataldo Nitti 161 a Taranto
Ultima revisione

Le informazioni sull'uretrite e sulle infezioni sessualmente trasmesse hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita, la diagnosi e la prescrizione del medico.