«Prostatite» è una parola che in ambulatorio copre quadri molto diversi fra loro, e la confusione ha una conseguenza pratica: una quantità di uomini assume antibiotici per mesi senza averne bisogno, e un'altra quantità ne assume troppo pochi quando invece servirebbero. La distinzione fra le forme è tutta qui, e si fa con l'esame delle urine, non con l'impressione.
La classificazione usata in urologia distingue la prostatite acuta batterica, la prostatite cronica batterica, la sindrome dolorosa pelvica cronica — di gran lunga la più frequente, e non sostenuta da batteri — e l'infiammazione riscontrata per caso in assenza di sintomi.
Le tre forme che si vedono davvero
Prostatite acuta batterica. Comincia in poche ore: febbre alta con brividi, malessere, dolore perineale, bruciore e urgenza, a volte difficoltà a urinare fino alla ritenzione. È l'unica forma che va considerata un'urgenza: richiede l'antibiotico subito e, nei casi severi, il ricovero. L'esplorazione rettale, in questa fase, si esegue con delicatezza e senza massaggiare la ghiandola.
Prostatite cronica batterica. Episodi ricorrenti di sintomi urinari con lo stesso germe che ritorna nelle urinocolture. È meno comune di quanto si creda, e la sua terapia è lunga: quattro a sei settimane di antibiotico scelto fra quelli che penetrano nel tessuto prostatico, non un ciclo di cinque giorni.
Sindrome dolorosa pelvica cronica. Dolore perineale, sovrapubico, scrotale o alla punta del pene presente da almeno tre mesi, spesso con sintomi urinari e disturbi dell'eiaculazione, e con urinocolture ripetutamente negative. Rappresenta la larga maggioranza dei casi. Qui l'antibiotico non è la cura, e insistere con cicli ripetuti ritarda il trattamento che funziona, oltre a selezionare resistenze.
| Forma | Come si presenta | Urinocoltura | Terapia |
|---|---|---|---|
| Acuta batterica | Febbre alta con brividi, dolore perineale, difficoltà a urinare, esordio in poche ore | Positiva | Antibiotico subito, ricovero nei casi severi |
| Cronica batterica | Episodi ricorrenti di sintomi urinari, con lo stesso germe che ritorna | Positiva, ripetutamente | Antibiotico mirato per quattro a sei settimane |
| Sindrome dolorosa pelvica cronica | Dolore pelvico o perineale da almeno tre mesi, sintomi urinari ed eiaculatori | Negativa | Alfa-litici, antinfiammatori brevi, riabilitazione del pavimento pelvico |
| Infiammazione asintomatica | Nessun sintomo; riscontro occasionale, per esempio nel contesto di un PSA mosso | Negativa | Nessuna terapia, solo controllo |
Che cosa si fa in prima visita
- Esame delle urine con urinocoltura, prima di qualunque antibiotico. È il passaggio che separa le forme batteriche da quelle che non lo sono, e una volta iniziata la terapia l'informazione è persa per settimane.
- Esplorazione rettale, per valutare dolorabilità, consistenza e tono della muscolatura pelvica, che nella sindrome dolorosa è spesso contratta.
- Ecografia prostatica e della vescica con residuo post-minzionale: cerca calcificazioni, ascessi nelle forme acute severe, ostruzione e svuotamento incompleto.
- Tampone uretrale o ricerca dei patogeni a trasmissione sessuale quando l'età, la storia e il quadro lo indicano: nei giovani una uretrite da clamidia o da micoplasmi si presenta con sintomi sovrapponibili.
Il PSA, in una prostatite, sale: l'infiammazione lo fa aumentare anche in modo marcato, e un valore misurato durante o subito dopo un episodio non è interpretabile. Si ricontrolla a distanza di settimane dalla risoluzione, altrimenti produce allarmi e biopsie evitabili: come si legge un PSA alto è spiegato a parte.

Come si tratta
Nelle forme batteriche la scelta dell'antibiotico segue l'urinocoltura e la capacità della molecola di raggiungere il tessuto prostatico. I fluorochinoloni restano i più efficaci su questo fronte e per questo la ciprofloxacina conserva un'indicazione dove altrove è stata ridotta; in alternativa si usa il cotrimossazolo, e nei quadri a trasmissione sessuale la doxiciclina. La durata è la parte che non si abbrevia: nelle forme croniche documentate si parla di settimane.
Nella sindrome dolorosa pelvica cronica la terapia non è una sola. Funziona meglio un approccio su più fronti: alfa-litici quando prevalgono i sintomi urinari, antinfiammatori per periodi brevi, riabilitazione del pavimento pelvico quando la muscolatura è contratta, correzione delle abitudini che mantengono il dolore — sedentarietà prolungata, bicicletta con sella inadatta, stipsi. L'aspettativa va detta con chiarezza: il miglioramento è progressivo, non immediato, e le ricadute fanno parte del quadro.
Gli integratori hanno un ruolo accessorio e limitato ad alcune molecole: che cosa ha un supporto negli studi e che cosa no è nella pagina sulla nutraceutica in urologia.
Quando andare subito
Febbre alta con brividi, impossibilità di urinare, dolore intenso che peggiora in poche ore: sono i segni di una forma acuta o di un ascesso prostatico e vanno valutati in pronto soccorso, non alla prima visita disponibile.
Domande frequenti
La prostatite si trasmette al partner?
La prostatite in sé non è una malattia contagiosa. Lo è l'infezione a trasmissione sessuale che in alcuni casi la precede o la accompagna: se l'esame individua clamidia, gonorrea, micoplasmi o tricomonas, il partner va trattato insieme, altrimenti il problema torna.
Perché l'antibiotico non mi ha risolto nulla?
Nella maggior parte dei casi perché non c'erano batteri da trattare. La sindrome dolorosa pelvica cronica, che è la forma più frequente, non risponde agli antibiotici: cicli ripetuti non la curano e selezionano resistenze. La risposta sta nell'urinocoltura fatta prima di cominciare.
La prostatite porta al tumore della prostata o all'infertilità?
Non causa il tumore prostatico. Può invece incidere sulla qualità del liquido seminale durante le fasi infiammatorie, in genere in modo reversibile; quando c'è un problema di concepimento la valutazione si fa con lo spermiogramma, a distanza dall'episodio acuto.
Devo evitare rapporti e attività fisica?
No. L'eiaculazione regolare non peggiora la prostatite e nelle forme croniche tende ad aiutare. Vanno evitati la posizione seduta prolungata senza pause, l'uso intensivo della bicicletta con sella non adatta e, nelle fasi di dolore, alcol e cibi che il paziente riconosce come fattori di riacutizzazione.
Fonti
- Manuale MSD, prostatite
- EpiCentro, infezioni sessualmente trasmesse
- EpiCentro, antibiotico-resistenza
Revisione medica
- Autore e revisore
- dott. Gaetano Ressa, specialista in Urologia, ambulatorio di Via Cataldo Nitti 161 a Taranto
- Ultima revisione
Le informazioni sulla prostatite hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita, la diagnosi e la prescrizione del medico.