Le immagini che accompagnano una visita urologica non sono un corredo: sono il documento su cui si basa la diagnosi e su cui si misura il cambiamento nei controlli successivi. In ambulatorio l'ecografia si esegue durante la stessa seduta della visita, con il referto consegnato subito, e le scansioni restano a disposizione del paziente per il confronto con gli esami futuri.
Che cosa mostra ciascun esame
L'ecografia dell'apparato urinario esplora reni, vie escretrici e vescica. Individua calcoli, dilatazione delle cavità renali, cisti, alterazioni del profilo parenchimale e formazioni solide; sulla vescica valuta lo spessore della parete, la presenza di diverticoli e di neoformazioni. La misura più utile, e quella più spesso trascurata, è il residuo post-minzionale: si acquisisce subito dopo lo svuotamento e dice quanta urina resta in vescica. Un residuo elevato spiega infezioni ricorrenti, urgenza e nicturia molto meglio di qualsiasi sintomo riferito.
L'ecografia prostatica transrettale fornisce il dettaglio che la via sovrapubica non può dare. La sonda endocavitaria lavora a frequenze elevate e a pochi millimetri dalla ghiandola: si distinguono la zona centrale dalla periferica, si misura il volume con buona precisione, si riconoscono calcificazioni, aree disomogenee e alterazioni del profilo capsulare. Il volume prostatico serve a due cose concrete: interpretare correttamente il PSA, perché una ghiandola grande produce fisiologicamente più antigene, e scegliere la terapia dell'ipertrofia, che cambia a seconda delle dimensioni.
L'ecografia andrologica comprende lo studio di testicoli, epididimi e funicoli. Chiarisce la natura di una tumefazione scrotale distinguendo idrocele, spermatocele, cisti dell'epididimo e lesioni solide del testicolo, che richiedono un percorso completamente diverso. Con il colordoppler si valuta il varicocele, documentando il reflusso venoso a riposo e sotto manovra di Valsalva, dato che ha peso nella decisione di trattare.
L'ecocolordoppler penieno misura la velocità di picco sistolico nelle arterie cavernose e, nella fase successiva, la componente venosa. È l'esame che separa una disfunzione erettile su base arteriosa da un deficit veno-occlusivo, e serve anche nello studio della malattia di La Peyronie per localizzare e misurare la placca.
Come si prepara il paziente
Per lo studio della vescica e della prostata per via sovrapubica serve la vescica piena: in genere si beve mezzo litro d'acqua nei trenta-quaranta minuti precedenti e non si urina fino alla scansione. Per la valutazione dei reni è preferibile presentarsi a digiuno da qualche ora, perché l'aria intestinale riduce la finestra acustica. Per l'esame transrettale si consiglia lo svuotamento dell'ampolla rettale, eventualmente con un microclisma la sera precedente. L'ecografia scrotale e quella peniena non richiedono preparazione.
Chi esegue un controllo porta con sé le immagini e i referti precedenti; l'elenco completo di che cosa portare è nella pagina appuntamenti. Senza il termine di paragone il confronto si fa a memoria, e la variazione di pochi millimetri di una cisti o di un nodulo è proprio ciò che decide se osservare o approfondire.
Come si legge un referto
Un referto ecografico descrive, misura e conclude. La parte descrittiva usa termini che spaventano senza motivo: “disomogeneità” indica una ecostruttura non uniforme e nella prostata adulta è un reperto comune; “iperecogeno” significa più riflettente, tipico di calcificazioni e aree fibrose; “ipoecogeno” meno riflettente, come nelle cisti e in alcune lesioni solide; “formazione anecogena a pareti sottili con rinforzo posteriore” è la descrizione standard di una cisti semplice, cioè di un reperto benigno.
Le misure contano più degli aggettivi. Volume prostatico, spessore della parete vescicale, residuo post-minzionale, diametri dei testicoli, calibro delle vene spermatiche: sono numeri confrontabili nel tempo. La conclusione, infine, mette in relazione le immagini con il motivo dell'esame. Un referto che si limita a elencare reperti senza rispondere alla domanda clinica è un referto incompleto.
Chi esegue l’esame conta quanto l’apparecchio
L’ecografia è operatore-dipendente, e questa non è una formula di cortesia: a differenza di una TAC, le immagini non esistono prima che qualcuno decida dove appoggiare la sonda, con quale inclinazione e che cosa misurare. Due esami dello stesso paziente possono quindi differire più per chi li ha eseguiti che per un cambiamento reale, ed è la ragione pratica per cui l’esame rende di più quando lo esegue il medico che ha raccolto la storia clinica e che rivedrà la persona al controllo: sa che cosa sta cercando e confronta misure proprie.
Per lo stesso motivo non esiste una cadenza valida per tutti. Una cisti renale semplice non richiede controlli ravvicinati, un nodulo da sorvegliare o una prostata in terapia sì, e l’intervallo lo stabilisce chi ha letto il quadro completo. Quando un controllo serve, il momento in cui rifarlo viene scritto nel referto: se non c’è, è una domanda da fare prima di uscire dall’ambulatorio.
Che cosa l'ecografia non può dire
Nessuna immagine ecografica fa diagnosi di tumore. Mostra un'area sospetta, ne definisce sede e dimensioni, orienta il sospetto: la natura si stabilisce con l'istologia. Allo stesso modo l'ecografia prostatica non sostituisce l'esplorazione rettale né il PSA, e la risonanza magnetica multiparametrica resta l'esame di riferimento quando il sospetto di neoplasia prostatica è concreto. Anche la funzione è fuori portata: il flusso urinario si misura con l'uroflussometria, non con una scansione.
L'elenco completo degli esami eseguiti in sede è nella pagina prestazioni dell'ambulatorio di urologia e andrologia; la formazione specifica in ecografia urologica, andrologica e nefrologica è descritta nella scheda del dottor Gaetano Ressa, specialista in Urologia. Per prenotare un esame si telefona allo 099 4520869.
Che cosa si vede in una scansione
Quattro esempi, uno per ciascuno degli esami descritti sopra. Servono a dare un’idea di che aspetto ha ciò di cui parla un referto: il grigio di un’ecografia dice poco finché nessuno indica che cosa si sta guardando.




Le quattro scansioni sono immagini di repertorio pubblicate a scopo illustrativo e non sono esami di pazienti dell’ambulatorio. Autori e licenze d’uso sono indicati nelle note legali.
Revisione medica
- Autore e revisore
- dott. Gaetano Ressa, specialista in Urologia, ambulatorio di Via Cataldo Nitti 161 a Taranto
- Ultima revisione
Le informazioni sulle immagini diagnostiche hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita, la diagnosi e la prescrizione del medico.