La cistite è l'infezione della vescica, e nella donna è talmente frequente che quasi una su due ne ha almeno un episodio nella vita. Nell'uomo è un'altra storia: le vie urinarie maschili sono protette dalla lunghezza dell'uretra e dalla secrezione prostatica, quindi un'infezione urinaria in un uomo non è mai un evento banale e va capito perché è avvenuta.
Questa è la prima cosa da sapere. La seconda è che un'infezione bassa e una alta non sono lo stesso problema: bruciore e urgenza senza febbre indicano la vescica, febbre con brividi e dolore al fianco indicano il rene, e quest'ultimo quadro non si tratta aspettando.
Come si riconoscono
| Segno | Cistite | Pielonefrite |
|---|---|---|
| Febbre | Assente o modesta | Alta, con brividi |
| Dolore | Sovrapubico, bruciore a urinare | Al fianco, alla loggia renale |
| Stato generale | Conservato | Malessere, nausea, vomito |
| Che cosa fare | Urinocoltura e visita nei giorni successivi | Valutazione immediata, non rimandabile |
Le urine torbide o di odore intenso da sole non fanno diagnosi, e nemmeno la loro assenza la esclude. Il sangue visibile nelle urine durante un episodio di cistite è comune e non significa di per sé qualcosa di più grave, ma va ricontrollato a infezione risolta: un'ematuria che resta dopo la guarigione è un motivo di approfondimento.

L'urinocoltura prima dell'antibiotico
È il punto su cui vale la pena insistere, perché è anche quello più disatteso. Il campione si raccoglie con il getto intermedio, dopo igiene, preferibilmente sulle prime urine del mattino, e prima di iniziare qualunque antibiotico: a terapia cominciata l'esame diventa inutilizzabile e si resta senza la risposta che serve se il quadro ricade.
In ambulatorio, accanto all'esame delle urine, l'ecografia dei reni e della vescica cerca le cause che fanno ricorrere l'infezione: calcoli, dilatazione delle cavità renali, residuo post-minzionale, nell'uomo una prostata che ostruisce lo svuotamento. Un'infezione che torna non è sfortuna: ha quasi sempre un meccanismo, e trovarlo cambia la terapia.
Come si tratta
Una cistite semplice nella donna, senza febbre e senza complicanze, si risolve con un ciclo breve di antibiotico scelto in base alle resistenze locali; i cicli lunghi non aggiungono nulla e aumentano gli effetti indesiderati. Le molecole usate con più frequenza sono descritte nelle schede del cotrimossazolo, dell'amoxicillina con acido clavulanico e, quando il germe lo richiede, della ciprofloxacina, il cui impiego nelle cistiti non complicate è stato volutamente ristretto per preservarne l'efficacia.
Nell'uomo, nella donna in gravidanza, nel paziente con calcolosi, catetere o diabete la situazione è «complicata» per definizione, e la terapia è più lunga e guidata dall'antibiogramma. La pielonefrite richiede un trattamento diverso e un controllo ravvicinato.
Sulle cistiti ricorrenti — tre o più episodi in un anno — il lavoro utile è fuori dalla ricetta: bere a sufficienza senza arrivare alla sete, non trattenere l'urina, urinare dopo i rapporti, curare la stipsi, rivedere i metodi contraccettivi con spermicidi. D-mannosio e mirtillo rosso hanno un supporto limitato ma non nullo come misura di prevenzione, mai come terapia di un episodio in corso: che cosa dicono gli studi è nella pagina sulla nutraceutica in urologia.
Un'ultima nota che riguarda tutti: la batteriuria asintomatica, cioè i batteri nelle urine senza alcun sintomo, nella maggior parte delle persone non va trattata. Le eccezioni sono poche e definite, la gravidanza fra queste. Trattarla per abitudine produce resistenze e nessun beneficio.
| Misura | Che cosa cambia |
|---|---|
| Bere a sufficienza, distribuito nella giornata | Diluisce le urine e aumenta la frequenza dei lavaggi vescicali |
| Non trattenere l'urina, svuotare senza fretta | Riduce il tempo di contatto fra batteri e mucosa e il residuo |
| Urinare dopo i rapporti | Allontana i germi risaliti nell'uretra: è la misura con l'effetto più immediato |
| Curare la stipsi | Riduce il serbatoio intestinale da cui provengono i germi |
| Rivedere contraccettivi con spermicidi | Modificano la flora vaginale e favoriscono le recidive |
| D-mannosio e mirtillo rosso | Supporto limitato come prevenzione, nessun ruolo nell'episodio in corso |
| Dopo la menopausa, valutazione della mucosa vaginale | Le modifiche dei tessuti sono una causa frequente di recidive e si trattano |
Domande frequenti
Posso prendere l'antibiotico che mi ha funzionato l'altra volta?
È la scorciatoia che crea più problemi. Il germe può essere diverso o diventato resistente, e assumere l'antibiotico prima dell'urinocoltura cancella l'unica informazione che permette di scegliere bene se l'episodio non si risolve. La ricetta è inoltre nominativa e non si riusa quella di un familiare.
Perché la cistite mi torna continuamente?
Nelle donne spesso per una combinazione di fattori anatomici, abitudini minzionali e, dopo la menopausa, modifiche della mucosa vaginale. Nell'uomo una recidiva fa sospettare un'ostruzione prostatica, un residuo urinario o un calcolo: l'ecografia con misura del residuo è il primo passo.
Serve l'ecografia per una cistite?
Non per il primo episodio semplice in una donna giovane. Serve nelle forme ricorrenti, in presenza di febbre, nell'uomo, quando c'è sangue che persiste dopo la guarigione e quando si sospetta un calcolo.
La cistite si trasmette con i rapporti?
La cistite non è un'infezione sessualmente trasmessa: i germi provengono dall'intestino della persona stessa. I rapporti possono però favorirne la risalita, ed è il motivo per cui urinare subito dopo riduce le recidive. Bruciore e secrezioni che compaiono dopo un rapporto con un nuovo partner sono un quadro diverso e vanno valutati come possibile uretrite.
Fonti
- Ministero della Salute, cistite e infezioni delle vie urinarie
- Società Italiana di Urologia, infezioni delle vie urinarie
- EpiCentro, antibiotico-resistenza
Revisione medica
- Autore e revisore
- dott. Gaetano Ressa, specialista in Urologia, ambulatorio di Via Cataldo Nitti 161 a Taranto
- Ultima revisione
Le informazioni sulla cistite e sulle infezioni urinarie hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita, la diagnosi e la prescrizione del medico.