PSA alto: che cosa significa un valore sopra la norma

Un valore sopra la soglia apre una domanda: prima si cerca che cosa lo ha alzato, poi si decide se approfondire.

Il PSA è un antigene prodotto dalla prostata, non dal tumore della prostata. È specifico dell'organo e non della malattia: sale quando la ghiandola è ingrossata, infiammata, infettata o soltanto sollecitata nelle ore precedenti il prelievo. Per questo un valore sopra la soglia del laboratorio apre una domanda, non chiude un caso.

La soglia di 4 ng/ml che compare su quasi tutti i referti è una convenzione nata per decidere a chi proporre un approfondimento, non un confine fra sano e malato. Esistono tumori con un PSA sotto quel valore ed esistono prostate di settanta grammi, del tutto benigne, con un PSA ben più alto. Quello che conta è il contesto: l'età, il volume della ghiandola, l'andamento del valore nel tempo e che cosa si palpa all'esplorazione rettale.

Che cosa alza il PSA oltre il tumore

La causa più frequente di un valore elevato in un uomo sopra i cinquant'anni è l'aumento di volume della prostata, cioè l'ipertrofia prostatica benigna: più tessuto ghiandolare significa più antigene in circolo, a parità di salute. La seconda è l'infiammazione, dalla prostatite all'infezione urinaria, che può far salire il PSA di molte volte e lo fa rientrare lentamente, nell'arco di settimane.

Poi ci sono le cause meccaniche, quelle che dipendono da che cosa è successo nei giorni prima del prelievo. Sono banali e spiegano una quota di valori che altrimenti sembrano inspiegabili.

Che cosa può aver alzato il valore
SituazioneEffetto sul PSAChe cosa fare
Prostatite o infezione urinaria in corsoAumento anche di diverse volte, con rientro lentoTrattare l'infezione e ripetere il dosaggio dopo sei-otto settimane
Prostata di volume aumentatoAumento proporzionale al volume della ghiandolaMisurare il volume con l'ecografia e leggere il valore in rapporto a quello
Eiaculazione nelle 48 ore precedentiAumento modesto e transitorioDue giorni di astensione prima del prelievo
Bicicletta, spinning, lunghi tragitti in motoAumento transitorio da compressione del perineoEvitare nei due o tre giorni precedenti
Catetere vescicale, cistoscopia, biopsia prostaticaAumenti marcati e prolungatiRimandare il dosaggio: dopo una biopsia servono almeno sei settimane
Esplorazione rettaleEffetto trascurabile sul valoreNessuna precauzione: non è un motivo per rinviare il prelievo
Finasteride o dutasteride da più di sei mesiIl valore si dimezzaRaddoppiare il risultato per confrontarlo con i dosaggi precedenti
Ritenzione urinaria acutaAumento importanteRipetere a distanza dalla risoluzione, non nei giorni stessi

Il caso della finasteride merita una riga in più, perché riguarda anche chi la assume per i capelli: il farmaco abbassa il PSA di circa la metà, e un valore «rassicurante» in chi lo prende va letto moltiplicandolo per due. Dosaggi, tempi e questo effetto sul PSA sono descritti nella scheda della finasteride.

Prima di ripetere l'esame

Un singolo valore fuori soglia, in assenza di sintomi e di reperti all'esplorazione, non si traduce in un percorso oncologico: si ripete. Perché la ripetizione serva a qualcosa valgono tre regole. Si ripete a distanza di almeno sei settimane, perché un'infiammazione impiega quel tempo a rientrare. Si ripete nello stesso laboratorio, perché metodi diversi non sono confrontabili fra loro e una differenza di qualche decimo può essere soltanto il kit. E si ripete dopo aver curato ciò che era curabile, cioè un'infezione documentata dall'urinocoltura.

Quello che non serve è inseguire i decimali ogni due mesi. In assenza di elementi clinici, un controllo ravvicinato ripetuto genera ansia e non informazione: l'andamento del PSA si legge su intervalli di mesi, non di settimane.

Che cosa si guarda insieme al valore

Il numero da solo dice poco. In visita si mettono accanto cinque elementi, e insieme cambiano la risposta.

L'esplorazione rettale. Una prostata regolare, elastica, senza noduli è un dato clinico che pesa; un'area dura e irregolare pesa molto di più del valore del PSA, e porta all'approfondimento anche con un PSA nella norma.

Il volume della ghiandola. Si misura con l'ecografia, in sede nella stessa seduta: il rapporto fra il PSA e il volume — la densità — distingue il valore alto perché la prostata è grande dal valore alto in una prostata piccola, che è la situazione che merita attenzione. Che cosa mostra ciascun esame è spiegato in immagini e referti.

Il rapporto fra PSA libero e PSA totale. Nel sangue l'antigene circola in parte legato alle proteine e in parte libero; una quota libera bassa orienta verso un'origine non benigna, una quota alta è rassicurante. Si richiede quando il valore totale è in zona grigia.

L'andamento nel tempo. Un PSA stabile a 5 per quattro anni e un PSA passato da 2 a 5 in un anno sono due storie diverse, anche se il numero di oggi è lo stesso. I referti precedenti vanno portati in visita: senza di loro metà dell'informazione non c'è.

L'età e la familiarità. I valori attesi crescono con l'età, e una storia familiare di tumore prostatico in parenti di primo grado anticipa i controlli e abbassa la soglia di approfondimento.

Calcolo del volume prostatico sullo schermo dell'ecografo, con i tre diametri misurati
Il volume della ghiandola si misura in sede: è il dato che cambia la lettura di un PSA mosso.

Quando si arriva alla risonanza e alla biopsia

Quando gli elementi raccolti non bastano a chiudere la questione, il passo successivo oggi non è la biopsia ma la risonanza magnetica multiparametrica: si esegue prima, descrive le aree sospette con un punteggio da 1 a 5 e consente, nei casi negativi con rischio clinico basso, di evitare un prelievo inutile. Quando la biopsia serve, viene eseguita mirando le aree individuate dalla risonanza oltre ai prelievi sistematici.

Risonanza e biopsia si eseguono in struttura ospedaliera. Il lavoro dell'ambulatorio è quello che viene prima e quello che viene dopo: inquadrare il valore, togliere le cause reversibili, misurare il volume, decidere con il paziente se e quando approfondire, e poi seguire nel tempo chi resta in controllo. Che cosa si esegue in sede è elencato in prestazioni.

Va detto anche il resto: una diagnosi di tumore prostatico non significa automaticamente un intervento. Nelle forme a basso rischio la sorveglianza attiva — controlli programmati di PSA, visita e risonanza — è una scelta riconosciuta, e in molti casi è la più sensata.

Domande frequenti

Un PSA alto significa tumore?

No. La maggior parte degli uomini con un PSA sopra la soglia non ha un tumore della prostata: le cause più comuni sono l'aumento di volume della ghiandola e l'infiammazione. Il valore serve a decidere se approfondire, non a fare una diagnosi.

Devo sospendere la finasteride prima del prelievo?

No, e soprattutto non di propria iniziativa. Si segnala che la si assume e da quanto tempo: il laboratorio non lo sa, ma chi legge il referto deve saperlo, perché il valore va raddoppiato per essere confrontato con i dosaggi precedenti.

Quanto devo aspettare per ripeterlo?

Almeno sei settimane, e dopo aver trattato un'eventuale infezione. Nei due giorni prima del prelievo niente rapporti e niente bicicletta. Lo stesso laboratorio della volta precedente, altrimenti il confronto non regge.

Un PSA normale esclude il tumore?

Non del tutto. Esistono tumori con PSA sotto la soglia, ed è il motivo per cui l'esplorazione rettale resta parte della visita: un nodulo palpabile porta all'approfondimento indipendentemente dal valore del sangue.

Le altre condizioni urologiche seguite in ambulatorio, con il percorso dal sintomo alla prima visita, sono raccolte in disturbi urologici e andrologici.

Fonti

Revisione medica

Autore e revisore
dott. Gaetano Ressa, specialista in Urologia, ambulatorio di Via Cataldo Nitti 161 a Taranto
Ultima revisione

Le informazioni sul PSA alto hanno finalità divulgativa e non sostituiscono la visita, la diagnosi e la prescrizione del medico.